Lo scettico

luglio 22, 2010

Lo scettico: colui che dubita per dubitare. Qualunque cosa tu dica non puoi verificarla, quindi è inutile parlarne. Se dici che Dio c’è lo scettico ti chiede di provarlo (vedi religoulous). Se dici che Dio non c’è lo scettico ti chiede di spiegarti il senso della vita. Se l’uomo è stato sulla luna lo scettico dice che è una montatura.  Se i vaccini evitano disastri lo scettico ti dice che provocano dei danni. Se dici che qualcosa è verde lo scettico ti chiede se sia lo stesso verde che vede lui. Se la Terra è tonda lo scettico dice che è piatta. Se è piatta allora è tonda. Se credi “A” lo scettico ti chiede perché e ad ogni spiegazione la risposta rimane “perché ?”. Si chiama scetticismo metodologico. Lo odio.

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Il Fulgurator

luglio 17, 2010

C’è un dettaglio in questa foto che non è presente dal vivo, quale?

obama preaching

Trovato? Non è difficile, la croce è stata proiettata dal fulgurator, un’invenzione di Julius von Bismark. Non si tratta altro che di una macchina fotografica al contrario: se un flash si attiva nelle vicinanze la macchina proietta un’immagine. Però l’effetto è devastante: immaginate il fotografo che torna a casa e si ritrova una croce in tutte le sue foto del presidente, meno male che c’è photoshop…

Ah, a quanto pare Julius von Bismark è un’artista non si può acquistare con i soldi…

Cos’è la statistica? Io la vedo come una logica in cui i valori di verità sono più grandi del solito vero/falso per cui si può dire “questo evento succede una volta su due”. In questo senso la “verità” assoluta difficilmente esiste.

Quindi lo strumento statistico si può dire essere “debole”, in quanto specifica i diversi gradi di incertezza di un certo evento. E’ sensato accettare questa debolezza nella scienza? Ci sono diverse possibilità plausibili:

  1. Il fenomeno sotto studio è probabilistico: se studio il flusso del traffico cittadino o il meteo, ad esempio, devo scendere a patti con la loro intrinseca caoticità
  2. Il fenomeno sotto studio non è direttamente osservabile: se studio il funzionamento della cellula non riesco a vedere le proteine in azione e quindi devo studiarle indirettamente.
  3. Il fenomeno sotto studio è di difficile comprensione: la spiegazione che fornisco non è creduta da chi mi ascolta che necessita prove empiriche forti.

Riguardo al secondo punto: se so che un concime chimico uccide un’ape e che l’ape lo ha ingerito e che il giorno dopo l’ingestione è morta non sono veramente autorizzato a dire che l’ape è morta a causa del concime chimico, perché magari è morta per altre cause (magari si è dimenticata di respirare…). Se invece muore una popolazione di api sono statisticamente autorizzato ad accettare la soluzione più plausibile al problema.

Riguardo al terzo punto: mi vogliono far credere che l’omeopatia/l’agopuntura funzionino. Mi danno delle spiegazioni storico-filosofico-energetiche-karmike a cui non riesco proprio a credere. Inoltre mi raccontano degli aneddoti in cui la cura ha funzionato. Ecco, la statistica è l’unico modo per uscire dall’anedottica.

Il mondo delle parole

luglio 8, 2010

Mi sto facendo l’idea che il mondo delle parole, orali e scritte, sia da abbandonare e che l’uomo debba usare mezzi di comunicazione alternativi. Nella puntata di report di domenica scorsa Aldo Casillo, assessore all’edilizia del comune di Afragola, ci mostra come gestire un giornalista. Scrivendolo sembra ridicolo, ma dal vivo assicuro che abbia effetto:

[Giornalista]: E quindi il sindaco è accusato di aver rubato 21.000.000 di Euro, e c’è una richiesta di arresto.

[Aldo Casillo]: Ma lei ha letto le carte?

[Giornalista]: Certo che le ho lette, ed è strano quello che è successo.

[Aldo Casillo]: Ma lei lo sa che potrebbe essere querelato?

[Giornalista]: Io? Ma se sto leggendo le carte!

[Aldo Casillo]: Ma ci sono sentenze?

[Giornalista]: No! C’è una richiesta d’arresto!

[Aldo Casillo]: Mi spieghi, lei è un forcaiolo o un garantista?

[Giornalista]: Io sto leggendo le carte!

[Aldo Casillo]: Senta, lei vuole infangarci, la mia parola vale quanto la sua e questa richiesta d’arresto è sbagliata.

Premio rifiutato

luglio 3, 2010

Perelman ha rifiutato il premio del millennio. L’anima di un matematico vale più di un milione di dollari. (Ne avevo già parlato qui). No, a quanto pare il motivo è che il premio andava diviso, secondo Perelman, con Richard Hamilton, che ha ideato il programma di ricerca che Perelman ha seguito per dimostrare la congettura di poincaré.