Assange vs Zuckerberg

gennaio 22, 2011

Questa vignetta è ossessivamente giusta. Assange dice: “Io vi dò delle informazioni private riguardanti le grandi corporazioni gratis e sono cattivo.” Zuckeberg (fondatore di Facebook) risponde “Io dò le vostre informazioni private alle corporazioni in cambio di denaro, e sono l‘uomo dell’anno.”

Come mai nel confronto Zuckeberg stravince? Credo perché siamo abituati ad impersonificarci con chi vediamo piuttosto che pensare “cosa fa questo qui per me?”. In particolare di fronte alla tv.

Prepararci a BenzinaZero

gennaio 16, 2011

[Prevedo terrore e desolazione in questo post, buahahhaha!]

BenzinaZero è il nome che potremmo dare al giorno in cui il prezzo della benzina salirà alle stelle per rimanerci.

Deve succedere, la benzina non è infinita. Se devo tirare ad indovinare, direi entro 25 anni, a causa della Cina.

Mi sembra chiaro, inoltre, che gli effetti a catena impatteranno su tutta l’economia nella sua globalità (mondiale). Assumendo che il sistema si debba aggiustare di conseguenza, cosa succederà? Ad esempio: ci sono nazioni destinate a fallire per questo? In quanto tempo il sistema si ristabilizzerebbe? Mi pongo le seguenti osservazioni:

  • Passaggio ad automobili alternative: potrebbe essere abbastanza veloce.
  • Cosa riguarda treni, camion e navi? Scommetterei che questi sono molto più importanti.
  • Rincaro del cibo: questo non credo che succeda
  • Rincaro dell’elettricità: tanto attualmente viviamo molto al di sopra delle nostre possibilità, la gente starà al buio e comprerà delle candele e dei pleid in più per stare in casa.
  • Ospedali: io spero che non dipendano dalla benzina…
  • Internet e cellulari: quanto ci costano energeticamente?
  • Bisogna comprarsi del cibo di scorta?

Bisogna anche contare che l’attuale crescita economica è basata sul basso prezzo del petrolio. E quindi potremmo smettere di crescere in futuro.

Immagino comunque che ci ridurremo all’ultimo momento plausibile, cioé il giorno dopo.

Silenzio Stampa

gennaio 15, 2011

Chiedere alla stampa il silenzio stampa su una vicenda fa sì che la stampa parli della richiesta di silenzio stampa. Un po’ come se te la prendi con i giornalisti ed i giornalisti parlano del fatto che te la sei presa con i giornalisti. Oppure come la carta moschicida che non riesci a staccartela se usi la mano a cui è attaccata.

Il destino

gennaio 15, 2011

Il destino è crudele e indossa il volto di un burocrate.

Caso Ruby

gennaio 14, 2011

Questo è davvero pesante, anche per un propagandista. Dite “Mediatrade” all’uomo di strada e tirerà dritto. Dite “prostituzione minorile” e compra il quotidiano per leggersi tutta la storia per filo e per segno.

Apologia al capitalismo 5

gennaio 13, 2011

Ovvero: il capitalismo e la democrazia. Iniziamo dalla democrazia: questa splendida forma di governo a volte si arena sul problema di promulgare leggi impopolari perché in quel caso il governo perderebbe voti. Quindi spesso la scelte impopolari vengono rinviate il più possibile, cioé di solito non vengono mai fatte.

Per il capitalismo è tutto un altro discorso, la responsabilità non è attribuibile e il fatto che ci siano degli eventi impopolari vengono percepiti “giusti” da chi non li subisce.

Quando invece l’evento impopolare è troppo grosso, arrivano i governi e mitigano, e dal momento che stanno facendo qualcosa di popolare, i governanti sono ben contenti di farlo.

In effetti questo varrebbe per qualunque forma di governo, non solo la democrazia, ma sarebbe interessante vedere il viceversa, cioé quale altro sistema economico possa essere supportato dalla democrazia.

Apologia al capitalismo 4

gennaio 12, 2011

Propongo un fine ultimo che giustifichi l’esistenza del capitalismo: la creazione della “realtà”.

Chiaramente gli abitanti delle città vivono in maniera distaccata dalla realtà naturale per cui sarebbero destinati. Non viviamo gli stessi pericoli dei nostri antenati. Però la realtà in cui viviamo ha comunque delle caratteristiche e dei punti di riferimento, e questi sono dati dal capitale. Come lui cambiano in continuazione, aggiornandosi.

Moltissimi aspetti della realtà hanno ormai un prezzo o comunque sono entrati nell’ingranaggio del sistema capitalistico. I vari bisogni sono codificati ed hanno dei concorrenti e forniscono uno status. Si crea una struttura di convinzioni del tipo “se faccio questo avrò quest’altro”, mediato dall’utilizzo del denaro. Il nostro cervello può quindi lavorare per inquadrare uno “scopo della vita”, oppure “cosa farò tra cinque anni”. Comunque provare a rispondere a domande, in base alle osservazioni esterne. Più queste osservazioni sono veritiere più siamo soddisfatti.

Ora, sarebbe molto difficile discutere su cosa sia “reale” o “importante” o  un ragionevole “scopo della vita”, ma il capitalismo riesce incredibilmente a dare un significato a queste domande, ed è molto condiviso tra le persone.

Bisogna notare inoltre che molti sotto-sistemi non capitalistici vengono comunque fagocitati all’interno del capitalismo. Ad esempio l’arte o la famiglia.

Apologia al capitalismo 3

gennaio 11, 2011

Credo che non si possa parlare di vero e proprio capitalismo se non c’è un’infrastruttura informativa che lo supporti. Il capitalismo, nel suo distribuire la responsabilità, deve fare in modo che le persone siano informate. Deve fare in modo che si possano confrontare i prezzi dei beni, sapere se un dato prezzo sia ragionevole o meno e sapere l’esistenza di un certo bene.

Molti sistemi morali hanno uno stretto controllo dell’informazione e non ne consentono la libera circolazione (vedi il comunismo), invece la democrazia lo consente, infatti è l’usuale forma di governo che accompagna il capitalismo. La Cina, che è un comunismo capitalista, limita l’informazione e credo si possa argomentare che i prezzi che applica non siano “reali”, ma siano molto bassi. Dal momento che i cinesi non possono possedere dollari, ma li devono convertire nella valuta cinese, si può pensare che in Cina il controllo del governo e delle banche sia assoluto. C’è anche da considerare che la cultura cinese è molto forte, per cui anche se può sembrare dall’esterno un paese capitalista, in realtà è molto moralizzato.

Un peccato capitale che si compie contro il capitalismo è la manipolazione di tale informazione, ad esempio i “venditori” sono soliti a dire mezze verità, lasciare fraintendimenti ed in generale confondere il cliente. Dal momento che la pubblicità è comunque indispensabile, è responsabilità dell’utente saperla guardare con attenzione. In realtà l’utente dovrebbe compiere ogni scelta con estrema attenzione, perché è proprio in base alle sue scelte che il sistema si adegua.

Apologia al capitalismo 2

gennaio 10, 2011

Un secondo aspetto del capitalismo è usualmente criticato: le disuguaglianze che vengono create all’interno della società. In effetti è corretto pensare che le disuguaglianze dovrebbero essere minimizzate, ma questo non è possibile per un semplice motivo: non siamo fatti così. Il nostro cervello ci spinge a dominare gli altri, in un modo o nell’altro, siamo codificati per sopraffare. Il fatto che qualcuno voglia veramente l’uguaglianza non toglie che la maggior parte delle persone non la vogliono.

Ora, il problema tecnico è quello di creare delle regole che riescano a creare l’uguaglianza. Ma appena facciamo delle regole la maggior parte degli individui si sforza al massimo per infrangerle. E’ sempre successo. Gli unici modi plausibili per imporre delle regole alle persone sono quelli morali, per cui religioni o ideologie, ma che hanno il prezzo di limitare la libertà di pensiero.

Un’altra critica è che il capitalismo interagisce negativamente con la democrazia. Anche questo è vero e, purtroppo, crea un falso capitalismo in cui i politici modificano le regole a proprio vantaggio.

Up.

gennaio 9, 2011

Solo perché bisogna dare un po’ di manforte alla consulta nelle sue prossime e vicine decisioni ripropongo questo testo:

La mia generazione è senza futuro
e mi rifiuto di credere che
posso cambiare l’Italia.
Vi dirò solo questo
“pensare al proprio interesse è lo scopo della vita”
E’ intollerabile che
l’uomo più importante d’Italia,
anche se fosse veramente,
possa essere processato per corruzione.
E’ normale che chiunque
recuperi i propri guadagni senza pagare le tasse
ed è inaccettabile che una persona nell’anonimato
possa dire cio che vuole su Internet.
E’ una fortuna che ognuno
compri l’acqua pubblica dalle multinazionali
e non è necessario che il cittadino,
i giovani si interessino della cosa pubblica.
E’ indispensabile, per sostentare la società, che
vengano costruiti nuovi inceneritori.
I cittadini non devono permettere che
anche una sola speranza possa avere valore.
In realtà credo che
si possa leggere il contrario di tutto questo

Ora dovete leggere il testo al contrario.