La propaganda di Berlusconi

febbraio 14, 2009

Ho preparato questo video per applicare i vari principi che ho illustrato nel precedente post riguardanti la propaganda. Il premier Silvio Berlusconi è il tipico esempio del propagandista.

Non ritengo che abbia un Q.I. elevato, ma è un tipo che si adegua facilmente, quindi sospetto che durante il suo periodo alla P2 abbia un po’ capito come funzionano i mezzi di comunicazione di massa. E poi è proprio portato per il marketing e la vendita, da questo punto di vista è in gamba e questo spiega come abbia avuto tanto successo.

Oltre ai messaggi propagandistici ho messo un po’ del linguaggio del corpo, mettendo a frutto quello che ho imparato dai giocatori di poker.

Propaganda

febbraio 13, 2009

Una review di Propaganda: Plasmare l’atteggiamento degli uomini, di Jacques Ellul

La scorsa estate ho letto questo libro denso e interessante, non trovandolo in italiano ne ho ordinato una copia in inglese da Amazon. Ne sono venuto a conoscenza mentre leggevo il Villaggio Globale di Marshall McLuhan: C’era una citazione del libro in cui diceva che il cristianesimo è interessato ad alfabetizzare una popolazione prima di trasmettere la parola del Signore, perché è più facile convincere qualcuno alfabetizzato piuttosto che qualcuno “ignorante”.

Sono rimasto colpito da queste parole in quanto hanno un risvolto davvero pratico! La condizione in cui l’uomo è più vulnerabile è proprio quella della cultura superficiale: sa qualcosa e pensa di sapere molto. La situazione perfetta per essere imbrogliato.

Credo che chiunque ascolti con attenzione i messaggi provenienti dai mass media si interroghi sulle loro contraddizioni (come ad esempio la lotta contro l’inquinamento e l’incitamento a comprare l’automobile).

Inoltre dubito spesso che le mie idee siano veramente “mie” a non il frutto di un marketing vuoto o le convinzioni che sono state insegnate ai nostri genitori quando erano giovani.

Questo libro mi ha fatto riflettere sui miti della nostra società, le ragioni per cui viviamo: il denaro, la felicità, il nostro “dovere”, il successo lavorativo, produrre. In questa società dell’informazione siamo nelle mani di chi ha i soldi e ha interesse a controllarci. Non mi riferisco ad una organizzazione, come potrebbe essere la P2, quanto piuttosto al furbetto del momento.

Se prima pensavo a non fidarmi dei media, dopo aver letto questo libro provo ad essere scettico riguardo ai miei stessi pensieri. Dietro alle idee di Ellul c’è l’uomo. L’uomo è vulnerabile, auto-contradditorio, sempre in cerca di qualcosa. Quest’uomo è la vittima perfetta per chi diffonde un’idea di un qualunque tipo. Veramente Ellul parla di grossi sistemi propagandistici: La democrazia, il comunismo, il fascismo, etc. perché dice che hanno la possibilità di pervadere capillarmente la società, ma è anche interessante la sua osservazione che l’uomo vuole subire la propaganda, desidera una divinità di un qualche tipo e sacrificarsi ad essa. Il più delle volte si tratta semplicemente del denaro. Ho preparato dei trucchi e trucchetti per capire il proprio livello di propaganda e ho incollato degli estratti dal libro per dare una vaga idea dello stile e del contenuto

Dimenticavo, questo libro è degli anni sessanta.

PROPAGANDA – trucchi e trucchetti

Gli slogan determinano con considerevole precisione le tipologie contro cui i gruppi o gli individui si rivoltano contro, […] L’individuli vuole perché sono facili da capire e da ricordare, ma anche perché gli permette di “indossarli”

Qua ne faccio un esempio simpatico 🙂

PROPAGANDA – un estratto incompleto e incollato da parti differenti del libro (tradotto dal sottoscritto, con intento fedele)

La propaganda deve essere totale. Il progandista deve utilizzare tutti gli strumenti tecnici a sua disposizione – la stampa, radio, TV, fim, poster, incontri, il porta a porta. Non c’è propaganda fintanto che qualcuno usa, sporadicamente e senza schemi, un articolo di giornale qui, un poster lì, un programma radio là, scrive qualche slogan sui muri. Ogni possibile medium possiede il suo modo particolare di penetrazione. Il propagandista deve combinare elementi della propaganda come in una vera orchestra.

Arriviamo adesso ad un punto decisivo. La propaganda è spesso descritta come un modo per manipolare e cambiare le opinioni e le idee, di far credere qualche idea o qualche fatto e quindifar aderire la gente a qualche dottrina.

Questa linea di pensiero è completamente sbagliata. Lo scopo della moderna propaganda non è più quello di modificare le idee, ma di provocare azione, non è più quello di far aderire ad una dottrina, ma fare in modo che l’individuo si lanci irrazionalmente in un processo di azione. Non è più quello di trasformare un’opinione, ma di far emergere a attivare una credenza mitologica. Perché la propaganda abbia effetto, una società deve possedere due qualità complementari: deve essere contemporaneamente individualista e di massa. Queste due qualità sono spesso considerate contradditorie. In effetti una società individualista deve essere una società di massa, perché la prima mossa per liberare l’individuo è quella di rompere i piccoli gruppi che formano organicamente l’intera società. In questo processo l’individuo si libera completamente della famiglia, il villaggio, dei fratelli per trovarsi faccia a faccia con la società. Quando gli individui non sono tenuti insieme da strutture locali l’unico modo in cui possono vivere è una società di massa e senza struttura. Similmente, una società di massa può essere basata unicamente su individui, nel senso di uomini isolati, le cui identità sono determinate con considerevole precisione dalla loro relazione l’uno con l’altro. Proprio perché gli individui ritengono di essere uguali gli uni con gli altri, che riescono a diventare astrazioni e in effetti ridursi a dei numeri.

D’altro canto l’uomo moderno è chiamato a enormi sacrifici, che molto probabilmente superano qualunque cosa conosciuta del passato. Innanzitutto, il lavoro è diventato pervasivo. Mai l’uomo ha lavorato tanto come nella nostra società. Poi ci sono le difficoltà di accettare la routine quotidiana, la mancanza di soddisfazioni personali, l’assenza apparente di un significato della vita, l’insicurezza provocata dal vivere in queste condizioni. Non si può lasciare che l’uomo viva in queste condizioni. Cosa si può fare? Gli si può dare un mito così efficace da sminuire gli svantaggi concreti, o dagli l’ombra di un significato, un valore che gli sembri accettabile. Questa è la funzione della propaganda Sovietica o Cinese.

Ho provato a dimostrare altrove che la propaganda è diventata una necessità nella vita di una democrazie. Ai giorni nostri lo stato è obbligato a dichiarare una verità ufficiale. Cosa sto dicendo? Che la propaganda può promulgare una dottrina democratica? Certamente. Che può essere sfruttata dal partito di maggioranza? Di sicuro. In quel caso la parola democrazie, diventando una semplice incitazione, non ha più nulla del comportamento democratico. E un cittadino può ripetere indefinitivamente le “formule sacre della democrazia”, fintanto che si comporta come un soldato.