Non fidatevi di voi stessi

novembre 14, 2009

Nel libro “The Black Swan” Taleb parla di due modi di ragionare: dentro alla scatola e fuori dalla scatola. Chi pensa dentro alla scatola riesce con abilità ad usare un insieme di ipotesi per fare delle predizioni. Questi sono gli accademici. Chi pensa fuori dalla scatola è bravo a dimostrare come mai le ipotesi non sono valide. Questi sono gli imprenditori.

Difficile dire chi a ragione, però il  Journal of Judgement and Decision Making (scritto in inglese) può fungere da anello di congiunzione tra i due punti di vista. Il giornale parla di come pregiudizi, razionalità, psicologia e percezione influiscano sulle nostre decisioni. Ad esempio nella The Retrospective Gambler’s Fallacy gli autori mostrano come tendiamo a spiegare degli eventi a bassa probabilità con una storia passata in cui lo stesso evento si è ripetuto, senza successo, di frequente. Un esempio carino è quello della lotteria: se il nostro vicino vince alla lotteria tendiamo a pensare “chissà da quanto tempo gioca!”, se invece perde alla lotteria pensiamo: “non è che comprando un biglietto si vince!”. Ovviamente  entrambi i ragionamenti sono fallaci, non sappiamo quanti biglietti il nostro vicino abbia comprato! Però ci piace dare delle spiegazioni. In generale sono dei lavori davvero interessanti, scientificamente dimostrati e ben scritti.

Ci sono molti di questi effetti di percezione e sono abbastanza sorpreso che ho esattamente gli stessi pregiudizi che loro propongono, diciamo che per me vale il fatto che la scienza è riproducibile :-). Molti di questi sono semplici da spiegare e capire, ma sono ritrovarli nel nostro modo di fare è davvero difficile.

C’è anche l’effetto contrario: credenze psicologiche che pensiamo valere ma sono solo miti senza evidenza scientifica. Nel libro 50 great myths of popular psychology gli autori spiegano che essere ottimisti non allontana il cancro e che la pubblicità subliminale non funziona.

Insomma… non fidatevi di voi stessi.

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