Il metodo antistronzi

febbraio 3, 2008

Passando in una libreria durante Natale un titolo ha attirato la mia attenzione: “Il metodo antistronzi” (Robert Sutton, 2007), dal momento che considero la stronzaggine un malanno della società contemporanea, e visto che il libro ha 200 pagine ho deciso di prenderlo per leggerlo.

Sutton inizia dando una definizione di stronzo: uno stronzo è una persona che, dopo aver interagito con te, in un qualche modo ti fa sentire umiliato, e che vessa le persone che hanno meno potere di lui/lei).

Questa definizione è lega l’input e l’output ma nel libro sono presenti anche esempi specifici dell’essere stronzo. Ad esempio nel penultimo capitolo viene spiegato perché convenga essere stronzo:

  • Mostrare rabbia o cattiveria può far guadagnare potere e aiuta a sconfiggere la concorrenza, inoltre ti fa apparire più intelligente e competente.
  • Mischiando umiliazioni e incoraggiamenti si può fare in modo che le persone ti riconoscano come un superiore.

inoltre alcuni esempi sono forniti, Steve Jobs è uno dei più famosi.

Ovviamente viene anche fornita una lista di consigli per combatterli, gli stronzi, eccone un campione:

  • Gli stronzi assumeranno altri stronzi (Riproduzione omosociale, nel senso di qualcuno che si comporta allo stesso modo)
  • Gli stronzi devono essere trattati alla stregua di incompetenti
  • Con un minimo di potere una persona normale può trasformarsi in uno stronzo
  • Se nella tua azienda c’è una gerarchia, falla pesare il meno possibile
  • Se hai ragione combatti, se hai torto ascolta (criticismo costruttivo)

Ultimo non per importanza, se TU uno stronzo? Pensi che tutto sommato la tua squadra senza di te non andrebbe da nessuna parte? I tuoi colleghi sono concorrenti? E il mio favorito, la gente smette di essere allegra quando arrivi te?

Credo che questo riassunto del riassunto possa risparmiare il lettore dal comprare il libro che ho trovato noioso e troppo intento a combattere gli stronzi (d’altra parte è scritto per un’audience molto ampia), molte spiegazioni sono ovvie se si pensa che lo stronzo non è altro che l’agente razionale che nella teoria dei giochi è protagonista del dilemma del prigioniero, cioé coloro che agendo strettamente per il loro interesse fanno sì che la società sia un grosso organismo scemo.

D’altra parte ritengo che la stronzaggine sia una vera e propria malattia mentale che si mimetizza nei comportamenti sociali. E’ una malattia perché fa mentalmente stanca e fa male (agli altri), si trasmette (come naturale reazione ad un ambiente di stronzi), è curabile (se te ne accorgi). Inoltre credo che sia proprio una specifica parte del cervello ad ammalarsi, quella parte che si occupa di decidere le interazioni con il mondo esterno, in questa parte sono memorizzati molte strutture sociali che ci servono per perseguire i nostri scopi, e in pratica ogni avvenimento sociale viene filtrato proprio da queste strutture. E’ difficile osservare se stessi ma invito il lettore a considerare la propria soddisfazione quando comprende un certo comportamento, credo che in quel momento nel cervello sia rilasciata una molecola che rinforza l’utilizzo futuro della struttura coinvolta nella comprensione.

I problemi saltano fuori quando queste strutture ci rendono degli stronzi.

Il metodo antistronzi, big banner

La freccia che non arriva

febbraio 3, 2008

…under costruction…