Silenzio Stampa

gennaio 15, 2011

Chiedere alla stampa il silenzio stampa su una vicenda fa sì che la stampa parli della richiesta di silenzio stampa. Un po’ come se te la prendi con i giornalisti ed i giornalisti parlano del fatto che te la sei presa con i giornalisti. Oppure come la carta moschicida che non riesci a staccartela se usi la mano a cui è attaccata.

Il destino

gennaio 15, 2011

Il destino è crudele e indossa il volto di un burocrate.

Caso Ruby

gennaio 14, 2011

Questo è davvero pesante, anche per un propagandista. Dite “Mediatrade” all’uomo di strada e tirerà dritto. Dite “prostituzione minorile” e compra il quotidiano per leggersi tutta la storia per filo e per segno.

Apologia al capitalismo 5

gennaio 13, 2011

Ovvero: il capitalismo e la democrazia. Iniziamo dalla democrazia: questa splendida forma di governo a volte si arena sul problema di promulgare leggi impopolari perché in quel caso il governo perderebbe voti. Quindi spesso la scelte impopolari vengono rinviate il più possibile, cioé di solito non vengono mai fatte.

Per il capitalismo è tutto un altro discorso, la responsabilità non è attribuibile e il fatto che ci siano degli eventi impopolari vengono percepiti “giusti” da chi non li subisce.

Quando invece l’evento impopolare è troppo grosso, arrivano i governi e mitigano, e dal momento che stanno facendo qualcosa di popolare, i governanti sono ben contenti di farlo.

In effetti questo varrebbe per qualunque forma di governo, non solo la democrazia, ma sarebbe interessante vedere il viceversa, cioé quale altro sistema economico possa essere supportato dalla democrazia.

Apologia al capitalismo 4

gennaio 12, 2011

Propongo un fine ultimo che giustifichi l’esistenza del capitalismo: la creazione della “realtà”.

Chiaramente gli abitanti delle città vivono in maniera distaccata dalla realtà naturale per cui sarebbero destinati. Non viviamo gli stessi pericoli dei nostri antenati. Però la realtà in cui viviamo ha comunque delle caratteristiche e dei punti di riferimento, e questi sono dati dal capitale. Come lui cambiano in continuazione, aggiornandosi.

Moltissimi aspetti della realtà hanno ormai un prezzo o comunque sono entrati nell’ingranaggio del sistema capitalistico. I vari bisogni sono codificati ed hanno dei concorrenti e forniscono uno status. Si crea una struttura di convinzioni del tipo “se faccio questo avrò quest’altro”, mediato dall’utilizzo del denaro. Il nostro cervello può quindi lavorare per inquadrare uno “scopo della vita”, oppure “cosa farò tra cinque anni”. Comunque provare a rispondere a domande, in base alle osservazioni esterne. Più queste osservazioni sono veritiere più siamo soddisfatti.

Ora, sarebbe molto difficile discutere su cosa sia “reale” o “importante” o  un ragionevole “scopo della vita”, ma il capitalismo riesce incredibilmente a dare un significato a queste domande, ed è molto condiviso tra le persone.

Bisogna notare inoltre che molti sotto-sistemi non capitalistici vengono comunque fagocitati all’interno del capitalismo. Ad esempio l’arte o la famiglia.

Apologia al capitalismo 3

gennaio 11, 2011

Credo che non si possa parlare di vero e proprio capitalismo se non c’è un’infrastruttura informativa che lo supporti. Il capitalismo, nel suo distribuire la responsabilità, deve fare in modo che le persone siano informate. Deve fare in modo che si possano confrontare i prezzi dei beni, sapere se un dato prezzo sia ragionevole o meno e sapere l’esistenza di un certo bene.

Molti sistemi morali hanno uno stretto controllo dell’informazione e non ne consentono la libera circolazione (vedi il comunismo), invece la democrazia lo consente, infatti è l’usuale forma di governo che accompagna il capitalismo. La Cina, che è un comunismo capitalista, limita l’informazione e credo si possa argomentare che i prezzi che applica non siano “reali”, ma siano molto bassi. Dal momento che i cinesi non possono possedere dollari, ma li devono convertire nella valuta cinese, si può pensare che in Cina il controllo del governo e delle banche sia assoluto. C’è anche da considerare che la cultura cinese è molto forte, per cui anche se può sembrare dall’esterno un paese capitalista, in realtà è molto moralizzato.

Un peccato capitale che si compie contro il capitalismo è la manipolazione di tale informazione, ad esempio i “venditori” sono soliti a dire mezze verità, lasciare fraintendimenti ed in generale confondere il cliente. Dal momento che la pubblicità è comunque indispensabile, è responsabilità dell’utente saperla guardare con attenzione. In realtà l’utente dovrebbe compiere ogni scelta con estrema attenzione, perché è proprio in base alle sue scelte che il sistema si adegua.

Apologia al capitalismo 2

gennaio 10, 2011

Un secondo aspetto del capitalismo è usualmente criticato: le disuguaglianze che vengono create all’interno della società. In effetti è corretto pensare che le disuguaglianze dovrebbero essere minimizzate, ma questo non è possibile per un semplice motivo: non siamo fatti così. Il nostro cervello ci spinge a dominare gli altri, in un modo o nell’altro, siamo codificati per sopraffare. Il fatto che qualcuno voglia veramente l’uguaglianza non toglie che la maggior parte delle persone non la vogliono.

Ora, il problema tecnico è quello di creare delle regole che riescano a creare l’uguaglianza. Ma appena facciamo delle regole la maggior parte degli individui si sforza al massimo per infrangerle. E’ sempre successo. Gli unici modi plausibili per imporre delle regole alle persone sono quelli morali, per cui religioni o ideologie, ma che hanno il prezzo di limitare la libertà di pensiero.

Un’altra critica è che il capitalismo interagisce negativamente con la democrazia. Anche questo è vero e, purtroppo, crea un falso capitalismo in cui i politici modificano le regole a proprio vantaggio.

Up.

gennaio 9, 2011

Solo perché bisogna dare un po’ di manforte alla consulta nelle sue prossime e vicine decisioni ripropongo questo testo:

La mia generazione è senza futuro
e mi rifiuto di credere che
posso cambiare l’Italia.
Vi dirò solo questo
“pensare al proprio interesse è lo scopo della vita”
E’ intollerabile che
l’uomo più importante d’Italia,
anche se fosse veramente,
possa essere processato per corruzione.
E’ normale che chiunque
recuperi i propri guadagni senza pagare le tasse
ed è inaccettabile che una persona nell’anonimato
possa dire cio che vuole su Internet.
E’ una fortuna che ognuno
compri l’acqua pubblica dalle multinazionali
e non è necessario che il cittadino,
i giovani si interessino della cosa pubblica.
E’ indispensabile, per sostentare la società, che
vengano costruiti nuovi inceneritori.
I cittadini non devono permettere che
anche una sola speranza possa avere valore.
In realtà credo che
si possa leggere il contrario di tutto questo

Ora dovete leggere il testo al contrario.

Apologia al capitalismo

gennaio 8, 2011

Non ho letto nessun libro sul capitalismo, ma credo di aver capito che il concetto di “libero mercato” sia semplicemente geniale. L’idea è che nessuno (e tutti) è responsabile del prezzo di qualcosa, ma che a stabilirlo è il principio di domanda e offerta. Ora, questo principio, se non viene manipolato artificialmente, è in grado di attribuire un prezzo ad ogni cosa (anche prezzi negativi, cioé debiti), e confrontare due prezzi è la cosa più banale del mondo. Il confronto non ammette discussione, perché la responsabilità del prezzo è deresponsabilizzata, cioé, se non siamo d’accordo su un prezzo l’unica cosa che possiamo dire è “la gente è scema a pagare così”.

Vediamo un punto di vista differente, senza soldi dovremmo discutere sul fatto che un oggetto valga più o meno di un altro. Ora, una discussione fra persone è tutto fuorché utile e alla meglio vince il “venditore più bravo”, e gli oggetti avrebbero sostanzialmente valori casuali. Se invece ci fosse un organo a controllare i prezzi ci sarebbe il solito problema del “controllare il controllore”.

Si pone a volte il problema che il libero mercato sia troppo spietato, come nel caso del fallimento della Grecia (o delle banche), e che vada regolamentato. A me sembra un atto di infedeltà nei confronti dei soldi, è un po’ come quando si gioca a Monopoli e i concorrenti si imprestano il denaro per evitare il fallimento, andando contro le regole del gioco e rendendolo di una noia mortale. Anzi direi che c’è fin troppo poco capitalismo in giro.

In maniera un po’ ambiziosa direi che si può usare nei ragionamenti logici il prezzo di mercato delle cose. Ad esempio, se ci chiediamo se la pirateria informatica abbia danneggiato il settore della musica o il cinema, ma a giudicare dagli alti prezzi che costano non sembra sia così.

2010 in review

gennaio 2, 2011

Una email di wordpress ha detto che questo blog non è andato male, per migliorare quest’anno devo mettere più donne nude ed ingegneria.

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

Crunchy numbers

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The busiest day of the year was April 23rd with 93 views. The most popular post that day was L’ingegneria è in alto a sinistra.

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L’ingegneria è in alto a sinistra April 2010
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Ministre del Governo April 2010
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Il rasoio di Occam è in basso a sinistra April 2010
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obbligo di docenza per i ricercatori March 2010