Prove dell’esistenza di Dio

aprile 6, 2010

E’ una domanda interessante chiedersi se esista Dio o meno. Molto meno interessanti le risposte: “no” (ateo), “non mi interessa” (agnostico), “morirò per lui” (ma se non sai chi è?), “scommetto che c’è” (Pascal), “Se c’è non gioca a dadi” (Einstein).

Dal punto di vista scientifico possiamo dare una risposta concreta? E’ opinione comune che la risposta sia no. Il motivo? In genere l’ineffabilità (se questa parola ha un significato) del concetto in sé. Però non è insensato pensare a degli esperimenti che almeno ne delimitino l’esistenza, in particolare capire se Lui interagisce con noi oppure no, cioé se è un semplice osservatore (a quanto pare onni-presente/sciente/etc.), oppure un burattinaio dei nostri destini.

Quello che propongo è ridurre la questione alla creazione di un “oggetto imprevedibile”. Se tale oggetto esistesse davvero allora si confuterebbe l’onniscienza di Dio. Il problema che non si trovano in natura oggetti veramente imprevedibili, tranne (forse) nella fisica quantistica. In pratica però c’è un baluardo a difesa del determinismo cosmico: la nostra volontà. Quindi quello che mi chiedo è: posso con la mia volontà creare un pensiero che sia davvero imprevedibile? E chi decide cosa sia “imprevedibile”?

p.s.

Mi riservo comunque di considerare prove dell’esistenza di Dio eventi molto più prosaici come il ritrovamento di una Cadillac sulla Luna o la comparsa della scritta http://www.google.com sulla superficie di Marte. E no, non credo a Nostradamus né tantomeno a quei loschi individui che lo interpretano.

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2 Risposte to “Prove dell’esistenza di Dio”

  1. albertino Cigliai said

    Mi dispiace intervenire per rettificare la tua parola ma, su questo punto, la mie riflessioni divergono dalle tue.
    Mi sembra che tu abbia tentato di proporre una sfida all’esistenza di dio, creando un’incoerenza logica. Cioe’, se ho capito bene, se esistesse un pensiero imprevedibile, allora dio non sarebbe onniscente. Il ragionamento che sottointendi e’ il medesimo che regge il famoso, e annoso, paradosso della pietra. Riuscirebbe un dio onnipotente a creare una pietra cosi’ pesante, da non riuscire a sollevarla? Da qualsiasi punto tu la prenda la risposta e’ no e la conclusione e’ che non esiste un dio onnipotente.
    E se dio fosso fuori dal nostro ragionamento? E se Dio fosse l’indimostrabile? Io capisco che il laicismo sia una tentazione forte, ma potrebbe essere sopravvalutato.

    PS
    perdona l’ultima puntuallizazione, l’agnostico non e’ chi non si interessa, ma e’ quello che non sa se credere o meno, perche’ non puo’ dimostrare ne’ l’una ne’ l’altra posizione. Si puo’ dimostrare che dio esite? No. Si puo’ dimostrare che dio non esiste? No. Quindi non posso affermare nulla. Questo e’ l’agnostico.

    PPS
    Un senzazione esiste? Se io esisto, allora esiste anche tutto quello che provo. Se io sento dio, allora esiste? Non e’ una dimostrazione sperimentale, ma prendila come una prova logico-deduttiva della sua esistenza.

  2. Riccardo said

    A proposito di esperimenti volti a capire se la divinità interagisca con noi, prova a cercarti su google l’esperimento del “great prayer”: i risultati furono per certi versi esilaranti (lo racconta il buon vecchio Dawkins in “the god delusion”) 😀

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