La ricerca è difficile

marzo 29, 2010

E’ indubbio che non siano molto chiare la difficoltà della ricerca. Vorrei delineare delle ragioni per questo.

Difficoltà percepita della ricerca. Nessuna. Ormai non stupisce più niente. I media, nel loro sacrosanto compito di divulgazione, non possono trasmettere la fatica e l’unicità delle scoperte scientifiche. Questo per esempio è utilizzato da vari ciarlatani per truffare la gente, dichiarando l’invenzione di oggetti che, se fosse vera, varrebbe loro una fama internazionale destinata a perdurare nei millenni a venire. Invece si accontentano di chiedervi poche centinaia di euro. (Vedi la setta Re Mayala stufetta miracolosa).

Difficile. Impossibile. Senza significato. Una cosa è difficile quando la si può fare ma ci vogliono molte risorse economiche e umane. Ad esempio verificare l’efficacia di un farmaco è difficile, se qualcuno ci riesce si può dire che abbia fatto una scoperta scientifica. Purtroppo non possiamo scoprire quello che vogliamo, e spesso le cose sono impossibili. Fra questi il moto perpetuo, creare una teoria assiomatica che spieghi ogni cosa, l’immortalità, etc. Senza significato, come la maggior parte delle bufale scientifiche, qui ci rientra l’omeopatia, la relazione tra i vaccini e l’autismo, il gene del [“obesità”,”longevità”] etc., la cura per il cancro (quale tipo cancro?) etc. La ricerca è quindi, per definizione, difficile.

Predisposizione dell’uomo all’abitudine. Siamo tutti abituati al telefonino. Tempo per abituarci? Pochissimo. dieci anni. Il nostro cervello è un maestro nel farci abituare, una volta abituati, zac!, non ci accorgiamo più che prima non eravamo abitutati. Sono fenomeni oggetto di studio. Citerò degli esempi molto delicati e controversi,cioé  il consumo di latte e di pasta. Nella dieta italiana sono ormai alimenti fondamentali, ma da quanto tempo lo sono per l’uomo? Dai romani? Dal meno sapiente homo sapiens? Dal 2, un po’ di zeri e quindi Avanti Cristo? No, da settant’anni. Cioé da quando hanno capito come sfruttare le mucche a livello industriale. Ne parla qualcuno? No, perché lo danno per scontato tutti. Un alimento così sano e completo, buono, ricco di calcio, proteine perché dubitare? Parliamo della pasta, c’è da molto tempo, perché dubitare di questo alimento? Perché ormai la consumiamo in grandi quantità tutti i giorni, ma possiamo permettercelo? Eppure nella società sono sempre più frequente il fenomeno della celiachia e dell’intolleranza al latte. Ma se non ne sentite i sintomi sarà proprio vero che non ne soffriate?

L’unicità. Di scoperta se ne fa una. Non si può scoprire due volte il DNA. Lo scienziato è colui che scopre la prima aspirina, la prima pianta Stella di Natale,  la prima risonanza magnetica, il primo tubo catodico. Poi dopo vengono prodotti in serie, da altri.

Anche se i ricercatori sono persone gentili, pronte a spiegarvi in parole povere il succo della loro ricerca, in realtà compiono un lavoro difficile. Se ce ne rendiamo conto riusciamo a capire l’estrema eccezionalità di ogni scoperta scientifica

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