Scienza. Ah la scienza.
Ottobre 17, 2009
Sto leggendo/ho letto vari libri che parlano di scienza: “The Logic of Scientific Discovery” di Popper, “Fooled by Randomness” e il “The Black Swan” di Taleb e “The structure of scientific revolutions” di Kuhn. Seguo anche un blog: “Science Based Medicine“. Sto provando a capire il loro messaggio, nel frattempo mi sembra chiara una cosa:
La Scienza è Rock
La scienza non è intuitiva e il nostro cervello non è stato fatto per lei. Dobbiamo pensare intensamente e con umiltà per capire come funziona. E’ difficile.
Popper propone il seguente punto di vista: non possiamo sapere, possiamo solo testare. Taleb sottolinea che se anche testiamo non possiamo fidarci della nostra interpretazione dei risultati, questo perché il nostro cervello è fatto per spiegare ciò che vediamo, non per confutarlo.
Il blog “Science Based Medicine” prova a spiegare questi punti a persone che non sono allenate scientificamente e che vogliono scegliere le cure mediche giuste.
Kuhn esplora i modi con cui la scienza cambia attraverso gli anni.
Credo che il blog “Science Based Medicine” stia facendo davvero un’impresa improba, impossibile. Li stimo per il loro coraggio con cui attaccano persone, cose e governi e ripetono il loro punto.
Si può capire quando qualcosa non è scienza (link): è proposta/inventata da persone singole (come l’omeopatia) e non da una comunità, ci sono di mezzo i mass media (vedi la fusione fredda), è difficile capire se veramente funziona (vedi l’agopuntura).
Purtroppo ho ancora delle opinioni personali non-scientifiche, qualunque cosa succeda non smettere di sperare:
GRAZIE RAGAZZI!
Ottobre 8, 2009
Legge 23 luglio 2008, n. 124 (c.d. “Lodo Alfano”)
La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.
dal Palazzo della Consulta,7 ottobre 2009
GRAZIE RAGAZZI!
Purtroppo niente fave di cacao
Settembre 12, 2009
Ieri dopo colazione ho terminato gli squisiti Grancereali Fave di cacao e visto che mi piacciono molto li ho listati nelle cose da comprare.
Purtroppo oggi ho scoperto con orrore che sono pubblicizzati alla tv, e questo è davvero un disastro.
Di solito il prezzo di un prodotto è determinato da tre fattori:
A – la produzione
B – il trasporto
C- il ricarico in guadagno di chi lo produce e chi lo trasporta.
le fave di cacao le ho pagate 1.80 euro. Quindi più o meno A,B,C si sono pappati 0.60 euro. Ora 0.60 euro per A mi sembrano abbastanza ragionevoli, visto che sono prodotti su scala industriale.
Ora arriva la tragedia: se sono pubblicizzati si introduce il costo D: il costo del marketing e della pubblicità, e di solito non sono pochi questi costi!! Ora non vale più dividere il mio euro e ottanta per 4, perché B e C non possono diminuire. Questo significa che per pagare la pubblicità
I miei biscotti sono costati 0.30 euro, e non 0.6, cioé la metà!
Non capisco perché devo pagare 0.30 euro per la pubblicità che non mi interessa ed avere degli ingredienti di qualità più scadente sempre per colpa della pubblicità! Gli ingredienti hanno dei grassi vegetali (non idrogenati per fortuna) e del sale marino per dargli il gusto… mah.
Ho subito trovato una sottomarca che li fa davvero più buoni: alce nero.
Intelligenza Fluida
Settembre 5, 2009
Perché non migliorare la propria intelligenza fluida con un po’ di esercizio quotidiano? L’intelligenza fluida è l’abilità di risolvere quesiti come le matrici di Raven [1,2]

matrice di Raven
tutto quello che bisogna fare è indovinare il tassello mancante. Ho criptato la soluzione in fondo [3].
Incredibile ma vero Jaeggi ha trovato che con un semplice gioco, chiamato n-back, si può allenare la nostra memoria ram, cioé quella breve, e che questo miglioramento consente di diventare più bravi risolvere i giochetti di Raven.
Il gioco consiste nel memorizzare indipendentemente ma contemporaneamente un suono ed un’immagine
Il gioco ha vari livelli di difficoltà ed ogni passaggio di livello è una vera sfida! [4].
Una Nota Scientifica
Dal punto di vista scientifico l’articolo di Jaeggi ha diversi aspetti interessanti:
Il primo è che i partecipanti al suo esperimento hanno eseguito il test di Raven prima e dopo essersi allenati al gioco MA fare il test di Raven ti fa diventare più bravo a farlo! Quindi la metà di loro non ha fatto l’allenamento ma semplicemente sono serviti per misurare quanto si migliorasse a fare il test. In pratica bisogna tenere conto del fatto che misurare l’intelligenza cambia l’intelligenza.
Il secondo punto interessante è che di solito diventare bravi ad eseguire qualche compito non fa diventare più intelligenti o più bravi in un altro compito, cioé è quasi impossibile trasferire l’abilità da un compito ad un altro. Questo rende sorprendente il risultato ottenuto da Jaeggi.
Il terzo è che più ti alleni e più migliora la tua intelligenza fluida! Il gruppo di coloro che si sono allenati è stato diviso a sua volta in periodi di allenamento ed in effetti chi si è allenato di più ha guadagnato più abilità.
Jaeggi e solo Jaeggi
Quando ho scaricato il software Brainworkshop ho trovato dei forum di persone che condividevano la loro esperienza sul gioco, con mio disappunto molti hanno modificato il protocollo di Jaeggi, di solito rendendolo più impegnativo, pensando così di migliorare ulteriormente le loro prestazioni. Non credo che questo sia corretto, innanzitutto perché se modifichi il protocollo non puoi più confrontarti con la pubblicazione di Jaeggi, in secondo luogo perché lo scopo dell’esperimento è trasferire l’abilità da un campo all’altro e ho come l’impressione che se l’esercizio è troppo difficile questo trasferimento potrebbe non accadere.
[1]: immagine presa da www.iqtest.dk
[2]: http://www.johnraven.co.uk/
[3]: cceihor
[4]: brainworkshop.sourceforge.net
Non pronunciare falsa testimonianza
Agosto 17, 2009
Il 5 agosto il nuovo leader del parlamento iraniano ha prestato giuramento davanti al sacro corano:
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/iran-7/ahmadinejad-giura/ahmadinejad-giura.html
Ma si può giurare se le elezioni sono state truccate? E come faccio a saperlo? Non sono io ma è la statistica che parla: A pagina 6 fig. 6 di questo link potete vedere un bel grafico in cui sul 7 tre pallini non sono allineati rispetto a quello che ci aspettavamo. Cosa vuol dire? Praticamente prendete il numero di votanti per ogni seggio del candidato Karroubi, avremo 366 numeri (ci sono 366 seggi), ora prendere la prima cifra decimale di questi numeri, gli statistici sanno da anni che il numero di 1 deve essere circa il 30 %, il numero di 2 il 17%, il numero di 3 il 12%, etc. Di quelli con il 7 ce ne devono essere il 6%, invece ce ne sono l’11%.
La probabilità che questo succeda? Minore dello 0.02%
Oppure hanno fatto dei brogli.
Limiti di approssimabilità: PCP e Unique Games (Parte 1: PCP)
Agosto 10, 2009
Tre settimane fa sono stato ad un workshop intitolato “Limits of approximation algorithms: PCPs and unique games“, il viaggio mi è stato pagato molto gentilmente dal DIMACS. Bella università nel New Jersey. Ma se non avete la macchina scordatevelo.
Provo a dare una spiegazione vaga dei complicati, intricati, probabilistici, fouriertici, tecnici ma affascinanti concetti in questa area della computer science.
Cos’è una PCP? E’ una dimostrazione controllabile probabilisticamente, cioé una dimostrazione matematica che può essere controllata guardandone solo una parte in posti casuali. E’ qualcosa di più, è verificabile localmente, cioé abbiamo bisogno di pochi bit. Veramente soltanto un numero costante di bit, 3.
Niente di strano sotto il sole, prendiamo la nostra dimostrazione matematica preferita, applichiamo qualche trucco di teoria dei codice a otteniamo una dimostrazione con una ridondanza più alta. La tecnica usata qui è la trasformata di Fourier sul cubo booleano, strumento magnifico e versatile. (Da non perdere il teorema sulla stabilità della maggioranza, proprio fico)
Dall’altra parte abbiamo niente popò di meno che NP, la classe dei problemi la cui soluzione può essere verificata in tempo polinomiale. Questa classe è davvero grande. Per esempio un problema che è in NP è quello di soddisfare tutte le clausole in un insieme , dove ogni clausola è un OR di tre variabili, ovviamente ci possono essere dei NOT. Questo problema è chiamato MAX 3-SAT. Una soluzione può essere controllata in tempo polinomiale. Trovarla potrebbe richiedere tentare tutte le possibilità.
Ora immaginiamo di essere più modesti e voler semplicemente massimizzare il numero di clausole soddisfatte per una istanza del problema. Un algoritmo molto semplice è il seguente: provare molte assegnazioni casuali! Se ci si pensa per un attimo si vede che l’approssimazione di questo algoritmo è , cioé ci aspettiamo che questo algoritmo soddisfi
delle clausole soddisfacibili. Non male per una scimmia batti-tasti.
Ok, ora arriviamo alla difficoltà di approssimare: non possiamo ottenere un algoritmo che in tempo polinomiale, per questo problema, fa meglio della scimmia! Intendo dire che, se l’algoritmo riesce a darci clausole soddisfatte allora P sarebbe uguale a NP e come direbbe un mio amico, saremmo come Dio oppure ci accontentiamo di 1′000′000 di dollari.
Ottimo. Dov’è la PCP? Una dimostrazione di Hastad che NP = PCP(3 queries, random bits) implica il fatto precedente.
L’argomento principale del tutorial è la Unique Games Conjecture, vedi la parte 2.
Un buon riferimento, in inglese, è Computational Complexity: A Modern Approach
Meno male che Silvio c’è
Agosto 6, 2009
A breve tradurrò il mio post sulle donne del governo che ho pubblicato nella versione in inglese del blog
Nel frattempo segnalo questa rocambolesca notizia del tg1 che riesce a non menzionare il nome di Mara Carfagna:
Non è giovane perché è ministro, è ministro perché è giovane e l’ha data a Silvio Berlusconi
Il propagandista
Agosto 1, 2009
Subito dopo la propaganda di Berlusconi ho trovato
un’altra sua intervista molto interessante da commentare:
L’idea di questi video però NON è attaccare Berlusconi. L’idea è mostrare come i mezzi di comunicazione possano essere manipolati da chi ha degli interessi.
C’è differenza tra SAPERE di essere ripreso e NON SAPERLO. La differenza è che nel secondo caso si è sinceri e diretti, nel primo invece si tiene conto delle “apparenze”.
Anche Barack Obama è un propagandista, fatto e finito.
Se proprio devo dare addosso a Berlusconi, devo dire che è un barbone: si veste sempre uguale (identico!), ha sempre la stessa macchina da sette anni, una Audi A8 blindata. L’elicottero e gli aerei non contano, li usa per lavoro. Solo da poco ha cambiato Yacht: un vela a motore da 48 metri, costruito da una sua azienda toscana con sede alle Bermuda!
La propaganda di Berlusconi
Febbraio 14, 2009
Ho preparato questo video per applicare i vari principi che ho illustrato nel precedente post riguardanti la propaganda. Il premier Silvio Berlusconi è il tipico esempio del propagandista.
Non ritengo che abbia un Q.I. elevato, ma è un tipo che si adegua facilmente, quindi sospetto che durante il suo periodo alla P2 abbia un po’ capito come funzionano i mezzi di comunicazione di massa. E poi è proprio portato per il marketing e la vendita, da questo punto di vista è in gamba e questo spiega come abbia avuto tanto successo.
Oltre ai messaggi propagandistici ho messo un po’ del linguaggio del corpo, mettendo a frutto quello che ho imparato dai giocatori di poker.
Propaganda
Febbraio 13, 2009
Una review di Propaganda: Plasmare l’atteggiamento degli uomini, di Jacques Ellul
La scorsa estate ho letto questo libro denso e interessante, non trovandolo in italiano ne ho ordinato una copia in inglese da Amazon. Ne sono venuto a conoscenza mentre leggevo il Villaggio Globale di Marshall McLuhan: C’era una citazione del libro in cui diceva che il cristianesimo è interessato ad alfabetizzare una popolazione prima di trasmettere la parola del Signore, perché è più facile convincere qualcuno alfabetizzato piuttosto che qualcuno “ignorante”.
Sono rimasto colpito da queste parole in quanto hanno un risvolto davvero pratico! La condizione in cui l’uomo è più vulnerabile è proprio quella della cultura superficiale: sa qualcosa e pensa di sapere molto. La situazione perfetta per essere imbrogliato.
Credo che chiunque ascolti con attenzione i messaggi provenienti dai mass media si interroghi sulle loro contraddizioni (come ad esempio la lotta contro l’inquinamento e l’incitamento a comprare l’automobile).
Inoltre dubito spesso che le mie idee siano veramente “mie” a non il frutto di un marketing vuoto o le convinzioni che sono state insegnate ai nostri genitori quando erano giovani.
Questo libro mi ha fatto riflettere sui miti della nostra società, le ragioni per cui viviamo: il denaro, la felicità, il nostro “dovere”, il successo lavorativo, produrre. In questa società dell’informazione siamo nelle mani di chi ha i soldi e ha interesse a controllarci. Non mi riferisco ad una organizzazione, come potrebbe essere la P2, quanto piuttosto al furbetto del momento.
Se prima pensavo a non fidarmi dei media, dopo aver letto questo libro provo ad essere scettico riguardo ai miei stessi pensieri. Dietro alle idee di Ellul c’è l’uomo. L’uomo è vulnerabile, auto-contradditorio, sempre in cerca di qualcosa. Quest’uomo è la vittima perfetta per chi diffonde un’idea di un qualunque tipo. Veramente Ellul parla di grossi sistemi propagandistici: La democrazia, il comunismo, il fascismo, etc. perché dice che hanno la possibilità di pervadere capillarmente la società, ma è anche interessante la sua osservazione che l’uomo vuole subire la propaganda, desidera una divinità di un qualche tipo e sacrificarsi ad essa. Il più delle volte si tratta semplicemente del denaro. Ho preparato dei trucchi e trucchetti per capire il proprio livello di propaganda e ho incollato degli estratti dal libro per dare una vaga idea dello stile e del contenuto
Dimenticavo, questo libro è degli anni sessanta.
PROPAGANDA – trucchi e trucchetti
Gli slogan determinano con considerevole precisione le tipologie contro cui i gruppi o gli individui si rivoltano contro, [...] L’individuli vuole perché sono facili da capire e da ricordare, ma anche perché gli permette di “indossarli”
Qua ne faccio un esempio simpatico
PROPAGANDA – un estratto incompleto e incollato da parti differenti del libro (tradotto dal sottoscritto, con intento fedele)
La propaganda deve essere totale. Il progandista deve utilizzare tutti gli strumenti tecnici a sua disposizione – la stampa, radio, TV, fim, poster, incontri, il porta a porta. Non c’è propaganda fintanto che qualcuno usa, sporadicamente e senza schemi, un articolo di giornale qui, un poster lì, un programma radio là, scrive qualche slogan sui muri. Ogni possibile medium possiede il suo modo particolare di penetrazione. Il propagandista deve combinare elementi della propaganda come in una vera orchestra.
Arriviamo adesso ad un punto decisivo. La propaganda è spesso descritta come un modo per manipolare e cambiare le opinioni e le idee, di far credere qualche idea o qualche fatto e quindifar aderire la gente a qualche dottrina.
Questa linea di pensiero è completamente sbagliata. Lo scopo della moderna propaganda non è più quello di modificare le idee, ma di provocare azione, non è più quello di far aderire ad una dottrina, ma fare in modo che l’individuo si lanci irrazionalmente in un processo di azione. Non è più quello di trasformare un’opinione, ma di far emergere a attivare una credenza mitologica. Perché la propaganda abbia effetto, una società deve possedere due qualità complementari: deve essere contemporaneamente individualista e di massa. Queste due qualità sono spesso considerate contradditorie. In effetti una società individualista deve essere una società di massa, perché la prima mossa per liberare l’individuo è quella di rompere i piccoli gruppi che formano organicamente l’intera società. In questo processo l’individuo si libera completamente della famiglia, il villaggio, dei fratelli per trovarsi faccia a faccia con la società. Quando gli individui non sono tenuti insieme da strutture locali l’unico modo in cui possono vivere è una società di massa e senza struttura. Similmente, una società di massa può essere basata unicamente su individui, nel senso di uomini isolati, le cui identità sono determinate con considerevole precisione dalla loro relazione l’uno con l’altro. Proprio perché gli individui ritengono di essere uguali gli uni con gli altri, che riescono a diventare astrazioni e in effetti ridursi a dei numeri.
D’altro canto l’uomo moderno è chiamato a enormi sacrifici, che molto probabilmente superano qualunque cosa conosciuta del passato. Innanzitutto, il lavoro è diventato pervasivo. Mai l’uomo ha lavorato tanto come nella nostra società. Poi ci sono le difficoltà di accettare la routine quotidiana, la mancanza di soddisfazioni personali, l’assenza apparente di un significato della vita, l’insicurezza provocata dal vivere in queste condizioni. Non si può lasciare che l’uomo viva in queste condizioni. Cosa si può fare? Gli si può dare un mito così efficace da sminuire gli svantaggi concreti, o dagli l’ombra di un significato, un valore che gli sembri accettabile. Questa è la funzione della propaganda Sovietica o Cinese.
Ho provato a dimostrare altrove che la propaganda è diventata una necessità nella vita di una democrazie. Ai giorni nostri lo stato è obbligato a dichiarare una verità ufficiale. Cosa sto dicendo? Che la propaganda può promulgare una dottrina democratica? Certamente. Che può essere sfruttata dal partito di maggioranza? Di sicuro. In quel caso la parola democrazie, diventando una semplice incitazione, non ha più nulla del comportamento democratico. E un cittadino può ripetere indefinitivamente le “formule sacre della democrazia”, fintanto che si comporta come un soldato.